E’ di fondamentale importanza che gli italiani tornino ad interessarsi seriamente di politica.
Penso che, soprattutto, da parte dei cristiani ci sia una forte necessità di reagire al degrado della politica in Italia. Come reagire? Un modo potrebbe essere proprio questo: partecipando a forum già attivi nella propria città o dar vita ad iniziative che, ispirandosi alla fratellanza universale, formino cittadini attivi. L’intento dei cristiani nella società civile non è di favorire questo o quel partito, nè tanto meno di far nascere un partito nuovo. Esso mira invece a risvegliare le coscienze perché non vengono eluse le responsabilità che tutti abbiamo nella costruzione del bene comune.
Per questo si impegna a contrastare la radicalizzazione dei conflitti politici che in Italia rendono ormai impossibile un impegno collettivo per la realizzazione del bene comune e alimentano di conseguenza un disinteresse sempre più marcato dei cittadini nei riguardi della politica in quanto tale.
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Giulio Amato in un articolo apparso sul 24 Ore il 30-12-2010, dopo aver analizzato le cause di questa inquietante situazione, che minaccia l’esistenza stessa della democrazia in Italia, conclude: “Il male è curabile.” E suggerisce che innanzitutto bisogna smettere di identificare la democrazia con le elezioni, rivalutando invece quel processo di discussione e di amalgama degli interessi che ne costituisce il cuore. “Questo processo” – continua Amato – “è essenziale ed è esattamente quello che stiamo perdendo. Andiamo a votare sulla base di sentimenti esasperati ed eleggiamo esperti non in governo, ma in esasperazione”. Cosa occorre fare allora? Ecco la risposta di Amato: “Promuovere sedi e occasioni che consentono ai cittadini di discutere in modo informato e ragionato dei temi che li riguardano”.
Dobbiamo offrire, alle persone, occasioni in cui si torni a discutere di politica, si applichi l’intelligenza a chiarirne i problemi, si ricuperi una sana passione per i temi dibattuti, si guardi alla politica, non come a un gioco di bassi interessi e ambizioni carieristiche ma come strumento nobile e necessario per la realizzazione del bene comune, in una società fraterna, in un mondo unito.
Il fine di questi incontri di questi “forum” non è specificatamente quello di formare persone che desiderano impegnarsi in politica, entrando nell’amministrazione pubblica, ma è quello di reagire al qualunquismo ora dilagante e formare cittadini attivi, capaci da assumere tutta intera la responsabilità di contribuire con la loro attenzione , con il loro voto consapevole e con qualsiasi altra iniziativa ritenuta idonea a consolidare la democrazia in Italia e nelle nostre città, orientandola verso la realizzazione della fratellanza universale.
Assumere la fraternità, come ideale, conduce alle radici della crisi e punta alla ricostruzione paziente ma tenace del tessuto sociale disgregato. Perché la politica non ha ancora compreso che la costruzione e la cura della comunità sono un'opera pubblica fondamentale, la più fondamentale delle infrastrutture, perché da essa si sprigiona il capitale di fiducia, di gratuità, di solidarietà e di coesione necessari ad ogni ipotesi di governo e quindi di convivenza possibile.



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