Anche quest’anno è arrivato Natale, possiamo tirare un sospiro di sollievo, possiamo rialzare lo sguardo appena un po’, per mettere tra parentesi il malessere di vivere nelle nostre città inquinate.
Per non dimenticare che a Betlemme s’è svolto un evento che non era un reality , ma pura realtà.
Sulla scena della natività non c’erano ne ricchi ne potenti (giunsero più tardi, come sempre) ma solo un pugno di pastori, forse di qualche bracciante, i piccoli della storia, i dimenticati della storia, i dimenticati della cronaca: puzzavano di letame e non sapevano né scrivere né leggere.
Anche oggi, davanti al miracolo dell’Incarnazione, accorrono per primi, gioiosi e speranzosi, i piccoli del mondo.
Ci sono i più piccoli dei piccoli, coloro che non hanno nemmeno ottenuto il lasciapassare per vedere la luce, speranze di umanità condannate a squagliarsi come embrioni dimenticati in una pattumiera. Ci sono i bambini che sono nati senza maternità e paternità responsabili, che ora mendicano nei sottosuoli delle metropoli o si trovano tra le mani un Kalashnikov.
Ci sono pure le Sarah e Yara del mondo intero, vittime adolescenti d’un mondo che non vuole saperne di diventare adulto.
Riconosco davanti alla mangiatoia le vittime dei divorzi come delle guerre, del razzismo come delle economie post-coloniali.
Ma vedo anche quelli che donano il proprio tempo nell’aiuto del prossimo, le madri e i padri che con pochi spiccioli riescono a far riderei loro bimbi, quelli che non vogliono il “pensiero unico”ma un pensiero dialogico. E poi chi lavora per la salvaguardia della natura, magari facendo la differenziata in modo corretto; non mancano coloro che, in nome dell’uomo se non di Dio, perseguono il bene comune, nel silenzio e nel nascondimento.E i ricchi, i potenti e quelli che disprezzano il “re nella mangiatoia”?
Ci sono anche loro nello sguardo del Bambinello che è sceso in terra anche per loro.
Buon Natale anche ai grandi di questo mondo (ai quali auguriamo di diventare piccoli)
Buon natale a tutti noi, perché ci impegniamo ad emanare leggi umane, per produrre ricchezze lecite e utili.
Per educare al RISPETTO e alla FRATERNITA', per lavorare al BENE COMUNE.




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