Il caso Lusi scoppia in Italia perchè gli italiani da troppo tempo si occupano solo del proprio "particulare" .E han dimenticato tutto il resto.
Così chi è riuscito a impadronirsi del potere in questi anni lo esercita per i suoi fini egoistici, fa cioè gli affari suoi,del tutto indisturbato ,perchè più nessuno vuol perdere tempo per occuparsi di come viene gestita la cosa pubblica. L'idea di bene comune è stata soppiantata da quella ben più concreta e redditizia dell'interesse personale, del proprio "particulare" appunto. Ed è cosi che un Paese , anche grande e ricco di risorse , sprofonda nel baratro.
I casi come quello di Lusi, succedono in tutti i Paesi ,ma è chiaro che sono più frequenti là dove gli abitanti hanno abdicato al loro ruolo di cittadini,là dove è venuto meno - o non si è mai formato! - il senso della responsabilità comune riguardo alla gestione della cosa pubblica, là dove regna il disinteresse ,se non il disprezzo, per la cosidetta"politica "e i suoi rappresentanti.
Il colmo adesso sarebbe che l'emergenza dell'ennesimo scandalo allontani ancor di più la gente dal prendere interesse per le vicende politiche del Paese ,fornendo un ulteriore alibi a chi diserta l'arena dove si dibattono e si ricompongono i conflitti politici.
E' chiaro quindi che non basta gridare allo scandolo.Bisogna "svegliarsi dal sonno", bisogna attivarsi come veri cittadini responsabili di uno stato democratico, interessarsi delle nostre vicende politiche,costituendo gruppi di osservazione e di dibattito,veri laboratori che elaborano progetti e proposte , affiancando i nostri rappresentanti, anzichè abbandonarli una volta eletti. Occorre acquisire piena consapevolezza del rapporto inscindibile- così presente nei nostri Padri Costituenti- fra democrazia e dignità dell'uomo e di come la democrazia non è data una volta per sempre ma va difesa e costruita giorno per giorno.
I primi passi di questo cammino sono proprio quelli indicati nella proposta di riforma istituzionale per esigere una legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti e una riforma dell'ordinamento giuridico dei partiti che ne garantisca la trasparenza e la democraticità interna. (vedi in questo blog 21_10_2011)
Giorgio Zecchini e Boccali Angelo
